Il Break Even Point (punto di rottura) o BEP

In economia aziendale il “punto di pareggio” (altrimenti detto Break Even Point, o più semplicemente Break Even o BEP) è quel valore che indica la quantità (espressa in volume, monetario o percentuale, di fatturato e/o produzione, nel caso specifico delle aziende alberghiere il Fatturato relativo alla vendita di Camere o più sinteticamente la Percentuale di Occupazione) necessaria a coprire tutti i costi precedentemente sostenuti, al fine di chiudere il periodo di riferimento temporale (prescelto per l’analisi) senza né profitti né perdite.

I costi sostenuti dall’azienda Alberghiera si possono suddividere in due grosse macro-categorie:

Costi “FISSI”:               detti anche costi “strutturali”, sono componenti di costo che non variano al variare del numero di camere vendute, sono pertanto indipendenti rispetto al volume di produzione erogato. A livello generale sono costanti, a livello unitario (di singola camera venduta) tendono a decrescere al crescere dell’occupazione (raggiungono il minor livello unitario possibile in presenza di piena occupazione);

Costi “VARIABILI”:        detti anche costi “marginali”, sono componenti di costo che variano al variare del numero di camere vendute normalmente crescendo o decrescendo (a livello generale) rispettivamente al crescere o decrescere del numero di camere vendute (in maniera semplicistica si può ipotizzare una relazione di proporzionalità tra andamento dei costi marginali e volume di vendita, anche se nella realtà tale relazione rigida non sempre si presenta). A livello unitario risultano costanti (si definiscono “marginali” in quanto intesi come la quota parte di costo da sostenere per vendere una camera in più).

Rappresentando in forma grafica le due tipologie di costo otteniamo la seguente rappresentazione:

Costi fissi

CF.jpg Costi variabili

CV

Rappresentando il tutto su un piano cartesiano (che riporta sulle Ascisse il Volume di occupazione e sulle Ordinate i Costi relativi) notiamo come i Costi Fissi (CF) vengono rappresentati mediante una linea dritta, invariante al variare del volume di produzione relativo, mentre i Costi Variabili (CF) vengono rappresentati mediante una linea crescente al crescere del volume di produzione (l’inclinazione della curva, nella realtà, potrà assumere tratti di progressività o degressività in relazione al contesto, il caso sopra rappresentato è semplificato per scopi puramente didattici ed illustrativi).

Sommando a questo punto le due linee sopra rappresentate e sovrapponendo alle stesse la linea dei Ricavi di vendita (RV, che presenteranno un andamento anche in questo caso crescente al crescere del volume di occupazione) otteniamo il seguente nuovo grafico:

BEP.jpg

La linea “rossa” rappresenta la curva dei CF, la linea “azzurra” la curva dei CV, la linea “verde” la curva dei CT, la curva “viola” quella dei RT.

Il punto di incontro (evidenziato in figura dal punto nero) tra la curva dei CT e la curva dei RT è proprio il punto di Break Even.

In corrispondenza del livello di occupazione cui fa riferimento il punto stesso (nel caso specifico una occupazione di poco inferiore alle 30 camere vendute), i ricavi complessivi di vendita eguagliano i costi totali sostenuti (sia i fissi, indipendenti rispetto al venduto, che i variabili, funzione diretta del venduto), pertanto raggiunto quel livello di occupazione ci troviamo nel cosiddetto “punto di utile zero”.

Per livelli di occupazione inferiori rispetto a quello di Break Even i RT non consentono una totale copertura dei CT:

  • se l’occupazione (rispetto all’esempio sopra rappresentato) è comunque superiore a 20 camere vendute si riesce a coprire il volume totale dei CF, ed a intaccare (sebbene non a coprire per intero) i CV sostenuti,
  • se l’occupazione (sempre rispetto all’esempio sopra rappresentato) è inferiore a 20 camere vendute non si riesce nemmeno a coprire i CF.

Per livelli di occupazione superiori rispetto a quello di Break Even i RT consentono una totale copertura dei CT e a generare un Profitto (pari alla differenza tra volume dei RT e volume dei CT conseguiti/sostenuti).

Se volessimo esprimere quanto sopra rappresentato graficamente con una formula:

QBep = CF / MdC

dove per MdC si intende il Margine di Contribuzione, ovvero la differenza tra i RT ed i CV sostenuti per l’ottenimento dei ricavi medesimi.

Il punto di Break Even è sempre calcolabile, importante però confrontarlo con la “massima capacità produttiva” che è possibile gestire nella struttura presa in esame. Nel caso sopra rappresentato a titolo di esempio la capacità produttiva della struttura è pari a 60 camere: il BEP può essere un qualsiasi valore superiore a zero ed inferiore (o uguale) a 60 camere. Ove risultasse un valore superiore questo sarebbe teoricamente calcolabile ma praticamente irraggiungibile (la formula potrebbe anche evidenziare un punto di Break Even di 65 camere, chiaramente irraggiungibile in una struttura di 60 a meno di non avere la bacchetta magica …).

Maurizio Nardi – My-Costpar ©

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